Alcune conclusioni su incipit
scritti da Maurizio Costanzo
Ruota di Scorta - Contro il Destino, Mai
- Non è vero. Non ci credo, ma…
Un amore come un pongo - L’Alveare - Una Decisione Complicata
Ruota di Scorta
Gianni le era
indispensabile, a Sara bastò un mese per capire il grossolano errore che aveva
commesso. Voleva una relazione matura, un equilibrio stabile fra due storie,
qualcosa di razionale e gelido che non implicasse l’emotività e gli impulsi.
Voleva che l’istinto atavico fosse depurato da suggestioni forti, ma non può
accadere se c’è un amore vero che brucia l’anima.
Sara in quel
momento capì che aveva fatto soffrire Gianni, cercando di fargli approvare
l’inaccettabile, obbligandolo a rinunciare alla loro relazione, troppo
distaccata e cerebrale.
Sara capì che
se Gianni avesse accettato la sua insensata storia con Marco, fatta di consigli,
confidenze e presunti nutrimenti intellettuali, conditi con sesso occasionale,
significava semplicemente che Gianni non l’amava col cuore, non l’amava con le
sue più intime emozioni, avrebbe voluto dire solo che non l’amava veramente.
A quel punto
Sara cercò disperatamente Gianni, ma lo trovò arido di sentimenti, però lei era
una donna di carattere e non accettò la sconfitta, quello che provava per l’uomo
era autentico e visto che si era depurata dalle sue fantasie che implicavano
Marco, ormai cancellato per sempre, avrebbe sciolto il ghiaccio che ricopriva il
cuore di Gianni, avrebbe riprovato fino a riuscire.
Contro il Destino, Mai
Mario era
frastornato, il loro amore stava per essere distrutto dagli eventi. Carlotta lo
guardò e sentì lo sconforto dell’impotenza. Non potevano affrontare e
contrastare tutti, si salutarono tristi sapendo che per loro non c’era speranza.
«Carlotta vieni subito a casa mia! Un incidente gravissimo!» La voce di Mario
era stravolta, la donna uscì dal suo appartamento di corsa e arrivò alla
villetta dell’ingegnere. I Vigili del Fuoco si facevano strada fra le macerie,
l’esplosione aveva frantumato l’edificio e non c’erano speranze di trovare
qualcuno vivo. Carlotta per il disastro ammutolì e cercò lo sguardo di Mario.
«Erano tutti in casa, i tuoi genitori, il tuo fidanzato, mia moglie e… i miei
figli, tutti… tutti…» L’uomo non andò oltre.
“Siamo liberi di amarci!” Pensò Carlotta e il cinismo di quel pensiero le
riempì gli occhi di lacrime. “No… non a costo di vite innocenti…”
Carlotta si
svegliò di colpo, era stato un incubo e lei stava ancora piangendo.
«Parlerò con Mario e affronteremo assieme il peso del nostro amore!» Disse
decisa e ad alta voce.
Non è vero. Non ci credo, ma…
I due
partirono dalla Toscana cercando di dimenticare i momenti sgradevoli, fissando
però nella memoria l’unica notte che li aveva visti molto uniti.
«Forse i segni vanno accettati!» Disse la ragazza in un momento vuoto e
fastidioso. Gabriella stava mostrando solo la parte più negativa delle sue
emozioni, ma non poteva fare altro.
«O forse vanno interpretati.» Rispose l’architetto imprimendo nel tono una nota
positiva, tradita però dall’atteggiamento amareggiato.
I saluti
furono freddi, Luca e Gabriella non si videro più, fino all’incontro casuale di
alcuni mesi dopo.
Gli sguardi si incrociarono e la notte piena di affinità che avevano posseduto,
prese forza in modo inaspettato.
Gabriella si avvicinò turbata per salutare l’uomo e per causa di quell’incontro,
non poté che ripetere una delle ultime frasi detta alla fine della loro
disastrosa vacanza:
«Forse dopotutto… i segni vanno decisamente accettati!» Lui sorrise e il
bacio fu rovente, non c’era più bisogno di parlare.
Un amore come un pongo
La storia
poteva essere importante per entrambi, ma il bacio fra Guia e Giampiero divenne
intenso e Alessia dovette abbandonare il party. Il cervello era incandescente,
voleva quell’uomo a qualsiasi costo, lo voleva per poterlo modellare come più le
piaceva.
«Ciao Giammy,
ci vediamo questa sera?» Era un bel po’ che Alessia tormentava Giampiero e lui
non ne poteva davvero più. Rassegnato nel tono, ma non nelle intenzioni disse:
«Va bene,
questa sera alle nove, a casa mia.» Ancora una volta, Alessia si sentì vincente.
Il suono del
campanello rimbalzò sgradevole fra le pareti dell’appartamento, Giampiero aprì
la porta, strinse con forza il polso di Alessia e la trascinò verso la stanza da
letto.
«Caspita che
irruenza! Ok… ci sto, ci sto…» La donna era allegra e pronta, era avida,
sensuale.
L’uomo
spalancò la porta, ma nel letto dove Alessia sognava di essere gettata, c’era
un’altra donna superbamente nuda, Guia.
L’Alveare
Le cure non
migliorarono la situazione, il malessere di Mino si trasformò in astio e la
passione per Giulia sfumò lentamente in una collera velenosa.
«Giulia…
possiamo vederci?»
«Non è il
caso, è stato molto bello però è passato.»
«Mi devi
almeno un ultimo incontro, poi sparirò per sempre.» Sperando di essere lasciata
in pace, la donna accettò di vederlo.
«Ok, domani a
casa mia…» Quel tono e quelle parole, con l’implicita e definitiva chiusura, per
Mino erano dolorose, poi il giorno dopo quando l’uomo si trovò davanti l’alveare
dove abitava Giulia, un impeto furioso lo avvolse, l’impulso negativo divenne
forte e l’aggressività incontrollata. La porta si aprì e la donna si trovò due
mani forti che la soffocavano.
«Mino, Mino…»
Il viso dell’uomo era stravolto, poi le dita si aprirono e lui si rilassò.
«E’ vero, non
perdo mai la testa, riesco sempre a fermarmi prima del disastro…» Giulia non
capì.
Una Decisione Complicata
Contro il
parere di Matilde, Sonia decise di parlare al marito. Il pensiero era contorto e
la proposta sconcertò Daniele. L’uomo era commosso perché sapeva quanto sforzo
psicologico doveva essere costato a Sonia e, non se la sentì di dare un parere
superficiale, prima doveva capire cosa voleva davvero, perché sentiva che nel
suo essere non c’era soltanto una sfumatura gay, inoltre, qualcosa stava
ancora cambiando. L’uomo prese tempo e Sonia glielo concesse. Passarono alcuni
mesi e sembrava che il loro rapporto stesse migliorando, ma le sensazioni di
Daniele erano ancora in evoluzione, finché un mattino si alzò con la
consapevolezza di chi finalmente sa che cosa vuole. Era arrivato il momento di
affrontare una discussione seria con la moglie.
«Sonia, ho
deciso!» Lei si allarmò.
«Non sono gay,
la cosa è più complessa!» Lei si spaventò.
«Certamente mi
rivolgerò a uno psicanalista e dovrò affrontare un percorso pazzesco, però alla
fine… partirò per Casablanca!» Lei si sentì morire, ma nello stesso tempo fu una
liberazione.