nonostante la grafica sia accattivante, non tutte le poesie sono poi così romantiche...












                                                                                           

 Versetti Innocenti 

 Nube azzurra macchiata d’intenso
tieni in pugno lo sguardo lì accanto
tu l’amore lo vuoi possedere
 e sai essere tutta d’incanto

 Percepisco il gradevole ansito
su di me la visione circondo
è più dolce di tutto l’immenso
nell’istante più bello sprofondo

 Nube azzurra sorreggimi sempre
fino al brivido a quello violento
fammi avere una grande conquista

dal più avido e forte sconcerto

 Nube azzurra che a me hai consacrato
la poesia durante l’amore
tu per sempre con quello hai donato
fantasia purezza e dolore

 Infuocati per sempre dell’altro
e godere ma senza tacere
poi stupire con tutto l’ardore
ed offrire ma anche… volere

                                     



Ode all’Eterna Condanna
 
Più di mille anni fa per un semplice capriccio quella bifora nefasta mi donò la fantasia
oltre a un palpito stregato sempre più che sanguinante ma con più vitalità
 non ci furono notizie ma quel dono fu sprecato come fosse eutanasia
la memoria
fu crudele e poi anche più mortale per la sua voracità

 Niente è un caso e tutto infiamma a quel torbido passaggio
ma per viver l’esistenza anche più che degnamente basta solo l’universo
 e in attesa del destino che ti porterà un omaggio
benché tu sia già sicuro che si mostrerà perverso

 Ma sei forte sai soffrire e non temi quel dolore
devi vivere sapendo che poi tutto sarà infranto
 il destino maledetto che non ha certo pudore
ma che per fortuna esiste anche se non sempre è incanto

 Quel tuo ego come sempre è immorale e spudorato
per se stesso vuole un dono e che sia di gran valore
 poi s’accorge che quel frutto è gravoso ed è infuocato
ma è bello e provocante è orgoglioso ed è il migliore

 Sei forzato a trascinarti quasi fossi un clandestino
e ti saturi soltanto di quel perfido piacere
 tu sei abile capace sai fuggire dal destino
ma le pagine del tempo sono fatte per godere

 Se scandiscono l’istante per un grande batticuore
tu aspetterai soltanto qualche sporca imprecazione
 ma poi tutto passa e forse per te arriva anche l’amore
che tu attendi sia pur misto con la pura eccitazione

 Se la smania poi ti afferra devi usare la dolcezza
c’è l’inferno che t’attende non aver perplessità
 e trasforma l’arroganza nell’eterna tua purezza
perché tu possiedi forte la più gran genialità

                                                         

 

Estate Donna
 
Tu sproni estate donna il cantico poesia,
nell’incubo spietato che dona il paradiso,
voglio da te vertigine, incanto e poi splendore,
voglio purezza, angoscia e sconfinato amore.

 Voglio da te per sempre soltanto l’armonia,
quel turbamento pieno che porta la magia.

 Regina musa infrangi ancora di continuo,
quell’illusione tua, ch’è sol vitalità,
tu che da sempre vivi quel lugubre miraggio,
vai oltre quel supplizio per vincer con coraggio.

 Infondi nei tuoi modi estrema leggerezza
e sei il candore e l’estasi con la tua finezza.

 Dama compagna sola, chimera di valore,
tu sei l’ultimo orgasmo e sei la gentilezza,
l’eccitamento grave, l’assillo, l’innocenza
e poi ancora e sempre per me sei l’esistenza.

 Per mille anni ancora esorti la passione,
ed io vorrò per sempre l’oscura eccitazione,

femmina bellezza, creatura sei d’amore,
e poi in quel momento sublime e primitivo,
possiedi velenosa l’angelica dolcezza
e pur ancor m’inchiodi con la tua tenerezza.

 Quel soffio di malizia è vitale fantasia,
ed io ancor m’incanto dentro quell’allegria.

 Amante dolce amica la tua vita è l’essenza,
ed io ne son stregato mi perdo e poi mi anniento,
per ciò la rabbia afferro, impudica visione,
che porta alla follia che uccide la ragione.

 Nell’agitato sogno non c’è più la speranza
e ancor di te mi cibo, con estrema arroganza.

 Atroce ispiratrice, letale mia ossessione,
tu stimoli i miei sensi con orrida pazienza,
ideale creatura sei l’intima utopia
della più gran certezza per l’ultima poesia.

 Adorerò per sempre soltanto il tuo bagliore,
per sempre con delirio e sempre con terrore.

                                                         

 

La Farfalla e il Vento
 
armoniosa e dai tenui colori
sbatti le ali indifesa dagli albori
sfrontato è il vento che ti scuote e ti confonde
ma un’ampia intensità comunque infonde
il vento è inatteso come il dolore
ma spesso è vita anche se incolore

con dolcezza e amore vuoi domarlo
in quel modo puoi solo soggiogarlo
affidati al vento e sii lieve e attraente
prova a migliorarlo soprattutto con la mente
capricciosa e adorabile falena accetta l’esistenza
e cambia il fato con la tua presenza

 sbatti le ali inerme e delicata
e il turbine non sarà che una folata
spesso la fiducia è la più attesa
poi sconcerta e abbatte la difesa
il destino ha uno strano potere
dona e toglie per poi anche rivedere

 terribilmente esitante perplessa e raffinata
a lui spesso appari affascinata
l’energia sempre ha un valore
purtroppo tu la vivi con terrore
il vento è primitivo ed è una grave presenza
ma vien disperso dall’istintiva resistenza

 l’alito amato a volte è arrogante
ma tu lo ambisci vinto per esser soverchiante
quell’orgogliosa raffica vuoi sempre contrastare
ma essa non lascerà il suo controllo per amare
l’amore che provi per il vento è ricambiato
ma tu lo vuoi ancor più soggiogato

 molto timida lieve ed esitante
scuoti le ali sempre più allettante
sei ingenua ansiosa ed impacciata
però il vento teme sempre una scalata
puoi affrontare e vincer quel modello
per una vita sempre più in duello

 troppo gravosa e distruttiva è la presenza
per la tua fugace ed effimera esistenza
più feroce comunque è la realtà
ed in te il miraggio sparirà
spesso purtroppo l’amore è destinato
può consumare e poi… verrà negato

                                                  

 

Ape Selvaggia
ebbra di vita e d’amore
 
per una volta sei stata forzata solo a lambire il frutto proibito dell’alveare
ma poi ti accorgi che sei appagata non è volgare lo vuoi rifare

 fai quel che devi ma senza morale senza per forza dovermi odiare
se ti ho donato questo momento è per natura lascialo fare

quando il destino rimesterà dolci fragranze con il tuo ardore
l’attimo godi e lascia fluire il tuo profumo e il suo calore

 niente preghiere per il futuro pura emozione ma priva d’amore
sarai per me l’odore soltanto del tuo piacere del tuo pudore

 l’ape selvaggia che porti dentro sarà per sempre pungente bagliore
e quella luce intima e intensa diverrà poi violento splendore

                                           

 

Il Profumo
 
il tuo profumo vero con quell’intensità
mi vuole possedere sottrae la volontà

 mi sfuggono i vocaboli per l’arrogante odore
che provoca che domina che origina calore

lo stimolo è più forte in quella tua fragranza
che donerà per sempre in me quell’arroganza

 mi accende mi risveglia ridesta la magia
poi l’effusione arriva ne sento l’energia

 riesumo quindi ancora per me l’emanazione
non posso continuare mi spinge alla passione

 quello sfrontato aroma che genera dolore
è un balsamo un’essenza che m’offre quel sentore

 sei tu che sai di buono
e puoi chiamarlo amore

                                  

 

Patto con la Sofferenza
 
la stringo fra le dita, l’ammiro la controllo
mi può solo distruggere ma voglio dominarla

con lei io vagherò squarciandomi lo spirito
e il delirante sogno di quando la mia donna
mi avrebbe posseduto nella perenne brama
del soffocante indugio che in fine ha trionfato

l’ascolto nella mente però tuttora credo
che al di fuori niente potrà mai più cambiare
ma è dentro nel silenzio che s’agita il domani
e poi c’è l’evidenza al preludio più mortale

mi sfiora la sua brezza potrebbe anche guarirmi
ma certo non riesce in ciò che non si può
allora s’avvicina con l’abbagliante luce
ma se poi m’attraversa il buio mi consuma

con lei è già un amplesso che fonde che divora
può esser lusinghiero il flusso mestruale
di quella sconosciuta che porge il suo calore
pensando sia supremo ma che non è sincero

contemplo la figura che m’è così vicina
è solo una visione che non può incatenare
mi dona l’effusione dell’anima assetata
di intimo interesse per il suo gran piacere

e sono prigioniero nell’esclusiva forma
che sento così intensa di sterile grigiore
quell’attimo che provo è arido è infecondo
e pur sbagliando ancora l’ambisco nuovamente

però la sofferenza attende e poi col tempo
quella figura stinge allora lei ritorna
e provo solamente l’avidità carnale
lo spasimo più vero che sempre mi tormenta

ripenso ancora a lei, trovare quella femmina
e poi mutarla ancora con quell’intensità
che poi ho già provato così splendente e pura
pregiata e disprezzata ma ch’è soltanto vera

                              

 

Fantasia e Istigazione
 
Amica mia preziosa purtroppo clandestina
perditi in me per sempre con affetto,
fermati qui creatura del destino
e dedica al mio corpo il tuo calore.

Tenacemente sei già dentro me
e poi senza alcun dubbio mi comprendi,
so d’esser arrogante e un po’ sgarbato
ma ho l’anima inondata di splendore.

Cerca ancora e sempre il tuo entusiasmo
perché
monotonia e banalità ti fan morire.

 Amica delicata e sempre un po’ segreta
penetra in me con te farò lo stesso,
essere dentro nei tuoi sogni è un desiderio
è un privilegio che anch’io offrirò.

Ideale e seducente è possederti
nel più tenero universo che tu celi,
così atroce è il mio regno ma se entri
vivrò per sempre tempi sfolgoranti.

Il legame che ci unisce e ci separa
è precario è una tortura ed è immorale.

 Amica deliziosa cortese e raffinata
ancora spegni in me quei seni tuoi roventi,
se non sporcherai quell’anima fremente
sarai la mia alleata vezzosa e confidente.

Poi metti le radici per l’infimo piacere
per te conservo un dono prezioso ed esclusivo,
è turpe ed è indecente proibito ed infernale
però se ancora sogni di certo gradirai.

L’intesa sempiterna per noi concepirà
e ancor c’infangheremo splendendo come sai.

                                                             

 

Nessuna Pietà
 
non farla mai pensare però guardala dentro
risveglia la sua anima e la sua fantasia
offrendole soltanto più viva l’effusione
per farle poi comprendere la sua eccitazione

 e poi cercala e tentala è quello che lei vuole
difendila ed aiutala però esigi l’amore
pretendi ancora e sempre la sua complicità
perché anche lei la vuole e adesso la darà

 

inoltre dovrai essere intenso e passionale

perché apprezza l’istinto e attendere non può

lei vuole quello sguardo lo sente dentro il cuore

 per lei tu sarai sempre lo slancio ed il vigore

 

e poi dovrai gustala ancora intensamente

per provocare in lei l’affetto ed il calore

la stimola da sempre la forte ammirazione

e tu diventerai la sua grande passione

 

divorala di nuovo però deciso e cauto

per poi metterla in guardia dicendole peraltro

che sei per lei soltanto un’ondata che và

per questo lei ti dona la sua sensualità

 

e lei dovrà saziarti nient’altro ha da fare

afferrala e poi stringila e tienila più forte

perché dentro al tepore di quella intimità

tu sei per lei lussuria sei la felicità

 

proteggila ogni volta e falle ancor capire

la tua irruenza vera e poi la discrezione

poiché lei nutre ancora il peccato originale

e quella forza stimola il suo lato passionale

 

poi dopo ed in segreto ti donerà quell’anima

che cerchi e che tu vuoi quella che non concede

però lei sa mentire non ti dovrai fidare

quel suo sesso è crudele non lo potrai mai fare

 

e quando lei capisce che la tieni distante

ingenuamente e ancora concederà passione

quella più grande e vera e ancora ti vorrà

sempre innocente e pura e si confesserà

 

ti parlerà d’affetto legame ed attrazione

ma non permetterai si chiuda la sua rete

quell’intimo segreto, l’impudico dolore

lo sai che come premio ha solo dell’amore

                                                         

 

Ultimo e Primo

antico è quel ricordo di un dono delicato
è nobile il rimpianto e mai dimenticato


remoto è il desiderio supremo ed elegante
l’omaggio è raffinato però è ancor distante

 soave è quel passato e infimo è il presente
estremo quel raffronto che può esser eccellente

 l’ultimo elemento divino e primitivo
è l’origine la genesi l’inizio conclusivo

                                                    

 

amore carnale
 
non posso controllarmi, non sono mai riuscito
a vivere soltanto come vi è più gradito

 non posso contenermi, non voglio mai violarla
è molto stimolante guardarla, tormentarla

 però io son di certo impuro e poi bestiale
e godo sempre e solo se sono più brutale

io amo solo il sangue, insolito vitale
da sempre quello vero è quello più ancestrale

le mani scivolose ed anche quell’odore
a cui pensate sempre, ma solo con orrore

e quella voce calda da sempre accidentale
mi stimola, mi eccita, diventa occasionale

 è lei che vuole avermi, mi vuole possedere
è troppo bella si, però non vuol godere

 l’impulso è razionale, ma lei è proibita
e io mi sento solo, non trovo via d’uscita

 la guardo le sorrido, però è troppo insistente
risponde delicata, ma non è mai innocente

 sarò un uomo crudele con tanta tenerezza
perché anche il più bestiale la prova l’amarezza

ignobile e sgarbato e poi di lei diffido
per questo mi schernisce e quindi io l’uccido

 la lama scintillante è dolce, silenziosa
e provoca l’angoscia, gradevole, armoniosa

 non temo più confronti, mi sento malizioso
 da sempre sono io, l’amante silenzioso

 sconcerto, inganno, insidia, ne son meravigliato
perché l’evento angelico mi ha solo conquistato

 squartare la sua carne però non è un oltraggio
graziosa lei mi attrae, per questo io… l’assaggio

                                                              

 
PECCATO ORIGINALE
 
E lei sarà incantevole
E lei sarà più vera
E lei sarà notevole
E lei sarà sincera

 Arriverà la vita bugiarda e primitiva
Arriverà più complice, grandiosa, sprovveduta
Arriverà splendente, vitale ed impulsiva
Arriverà violenta ma sempre più voluta

 Domani è più attraente
Domani è più appagata
Domani è seducente
Domani è adulterata

 E’ ancora più viziosa
E’ ancora più immorale
E’ ancora più vogliosa
E’ ancora passionale

 La troverai indegna, corrotta, sensuale
La troverai oscena, impura, provocante
La troverai più avida, impudica, carnale
La troverai indecente, ma ancora più intrigante

                                                            

 

il tuo gioco
 
è facile stupirti
sorprenderti mi piace
ti stuzzico sconcerti
attendo per vedere

 lo sento sei già mia
non cedo alla passione
ti scuoto ma ti mostri
sfacciata più decisa

 tu sai che cosa chiedo
però io voglio osare
e quindi mi trattengo
resisto al desiderio

 di certo so aspettare
se accade c’è il dolore
ti sprono a rinunciare
però tu mi sorprendi

 mi provochi mi vuoi
e questo disorienta
ma voglio prevalere
capisco la tua forza

 e tu la sai sfruttare
mi doma mi soggioga
sei più che travolgente
lo so che m’hai sconfitto

 ma questo non ti basta
e ancora vuoi giocare
mi induci ad ospitare
complicità nel sesso

 reagisco più arrogante
però non ho più scampo
mi resta solamente
l’incanto d’accettare

                             

 

amante di mare
 
il navigante vero, controlla il suo natante
però un’altra cosa, seduce come il mare

 beccheggio e poi rollio, gradevoli di certo
ed ogni volta sotto, la chiglia lo accontenta

 la sprona con piacere e a lungo l’accarezza
lei cede alla lusinga, per questo lo lambisce

 ma lui vuole l’approdo e questo s’avvicina
la barca reagisce e accorcia la distanza

 piacevole quel sogno, l’ormeggio è già sicuro
però questo miraggio è vero e lo rapisce

 la chiatta è già confusa e accetta la sua stretta
è schiava delle brame, di quelle più concrete

 il marinaio ormeggia, bloccando quella barca
poi la sua cima penetra le bitte levigate

 l’ammiragliato scende, ancora nel profondo
dove l’azzurro mare, gradevole l’accoglie

 se l’ancora fa presa, non avrà alcun timore
e poi c’è la salsedine, che fa sempre godere

 però lui deve stare, ancora sull’avviso
perché la sua carena, scarroccia leggermente

 per questo l’armatore, si stringe alla sua barra
e subito il natante, gli dà soddisfazione

 di nuovo la scialuppa, si adegua sinuosa
si sente ch’è impaziente, vuol esser manovrata

 allora il marinaio, con calma sa che fare
un colpo di timone e doma la sua nave

                                                    

 

L’ISTINTO DI LARA
 
Mia cara e dolce Lara tu sei troppo impaziente per poi mostrar qualcosa ch’è solo clandestino
perché vuoi trattenere la tua natura vera, da sempre così accesa dentro quel bel faccino.
Già pensi sia gradevole o forse delicata ma è troppo esuberante la tua dolce carezza
perché nel primo incontro, romantico, gradevole, tu ancora la ritieni la giusta tenerezza.

 Lusinga affascinante che mostra quel sentiero che mi conduce avanti promessa passionale
il fisico esitante e c’è la mente saggia, ti lascerai andare nel tempo più opportuno e più confidenziale.
Ma tu sei più carnale, l’amore non s’addice al torbido tuo corpo e sai che non t’aspetta
sei l’avventura vera di qualche notte ardente, per questo tu sei nata, per questo sei perfetta.

 Poi l’attimo è passato, non puoi fermare il tempo, sei gelida di fuori ma dentro ti sei persa
e poi c’è quella smania che ti ritrovi addosso, da sempre così urgente da sempre così avversa.
E’ tutto più sfumato ed anche più gravoso, rimuovi la speranza però io sono qui, un tipo viscerale
per questo poi mi scacci, perché sono l’impuro, il tipo che seduce, il tipo che fa male.

 L’eccitazione stuzzica e sei arroventata per questo vuoi fermarti però t’attira il brivido
lo so che non vorresti combatti un po’ quel fremito ma il sensuale corpo e ancora più che turgido.
Lo senti quel calore che sale lentamente e sai ch’è troppo tardi perché t’è già accaduto
perciò non hai più scampo ti tocchi sei bagnata, il tuo frutto è maturo e tutto s’è perduto.

 Per mano m’accompagni e dentro nella casa l’intimità discreta, dolcezza verginale
e la tua stanza è pura e provi l’imbarazzo per quella situazione che trovi inusuale.
Davanti al letto bianco ti vedo un po’ angosciata però sei consapevole e sei nel familiare
allora ricominci e lentamente spogli, il corpo si denuda e mi vuoi soggiogare.

 Sei bella, sei radiosa, ma ciò che più ti dona è quella nudità che spogli un po’ sdegnata
rifuggi dal ritegno, respingi la vergogna, quello strano pudore di femmina sfacciata.
Al posto del rossore c'è il fascino di donna, l’istinto naturale che porta eccitazione
ti coglie alla sprovvista, arriva la magia che ti fa fare sesso, ma senza implicazione.

 Le tue necessità, quelle particolari, sono benedizioni per questo non resisti lo sento dall’odore
e vedo che mi guardi, ma senza più arrossire e poi tu mi blandisci e accetto quel calore.
Ma Lara quella impudica, adesso viene fuori, la tua decenza è persa, diventi più letale
l’intelligenza cede, lo sa che non compete e poi l’istinto arriva è ancora più mortale.

 Riprovi a contenere un po’ l’oscenità, però lo sai che perdi e non puoi più lottare
mia cara e dolce femmina e molla quel ritegno, se in te c’è batticuore lo devi lasciar fare.
Ammiri quel tuo corpo che trovi sconveniente, poi senti l’avversione è più che naturale
qualcosa tu gli devi e infine ti concedi, se provi quel calore non perdi la morale.

 Ancora ti ritrai, resisti all’intenzione, di mano poi ti sfugge e senti la sconcezza
e allora ti distogli con tutta la tua forza e ancora mi allontani e provi l’indecenza.
Però la situazione è troppo incontrollata e perde consistenza quella tua decisione
e poi tutto svanisce e lo devi accettare, latente impurità che sempre ti si oppone.

 Mi guardi mi sorridi e poi ti lasci andare, il sesso è amore vero, non c’è volgarità
hai ripensato a tutto e in fondo mi ritieni soltanto un po’ diverso, è pura ingenuità.
Mia Lara cerchi ancora nella tua intimità un piccolo equilibrio o la meditazione
però tu non la vedi perché in questa fase, incide quel tuo corpo e tutta l’emozione.

 Non c’è più alcun controllo, per te più non si trova, se tenti non riesci e non puoi più resistere
di certo in questo istante non ti sarà possibile, sei bella e disperata e poi non puoi che cedere.
Vorresti prevalere, vorresti trasformare l’amplesso che ti aspetti vorresti controllare
e provi sensazioni, le più dimenticate, la tua natura impone e ancora vuoi spiccare.

 Tu avverti percezioni e sono le più vere, antiche si, di un tempo di ancelle più turbate
poi quelle alterazioni ti fan soffrir da sola, le primordiali amanti son quelle più ingannate.
E te le senti dentro legate nei tuoi geni, le femmine ancestrali che hanno dilagato
e tu così diversa, così disinibita, sapresti dominare e poi quell’universo l’avresti comandato.

 Ancora adesso avverti quello strano potere e vuoi farmi cambiare nell’estasi tenace
diventi esasperata e nella tua persona alberghi ancora intatto un erotismo audace.
E’ ancora troppo estrema la tua sensualità e cedi per intero, ti senti più frustrata
poi quella tua natura che non puoi contenere, diventa prepotente, dispotica, spietata.

 Ti dico quel che avverto, di intimo, di vero, il tuo modo di fare è ancora spudorato
ti dono ciò che provo, ti obbligo ed accetti, mi esorti e poi mi provochi, ne sono incatenato.
Il vero accoppiamento progenie d’animale, ma quello che io provo è più contaminato
per questo conosciamo però non comprendiamo, quel frutto che tu doni ancora più stregato.

Al primo abbraccio vero c’è molta sintonia, oltre quella che aspetto, ma tu sei più insolente
e tutto il turbamento che sento dentro al petto mi spinge, mi scatena, divento prepotente.
Di nuovo vuoi domare, divento più agitato, ancora più rabbioso perché vuoi primeggiare
allora sei turbata e quindi ti rassegni, per questo ti ritrai e mi fai dominare.

 Divento travolgente, ma tu non mi subisci e non ti sottometti, pretendi, sei impulsiva
le unghiate ti fan fremere, però non di dolore, se oso un po’ ridurre diventi più aggressiva.
Mi stimoli di nuovo con tanta intensità, nell’acme del piacere t’incanta mugolare
e vuoi da me quel maschio più rude, più violento, perché del meno intenso non vuoi sentir parlare.

Mi sento sottoposto al tuo incitamento che un’altra volta imponi, sei ancora più arrogante
e allora io riprendo con foga, con furore e poi sprofondo sempre nell’estasi pesante.
Ma poi nella tua carne io sento quel calore, che scotta, che arroventa, che dona frenesia
inclusa quella femmina di nuovo primordiale che vive nel tuo corpo e so che tu sei mia.

Il forte turbamento è l’impeto più puro, la tua vivacità mi provoca di slancio l’indomito fervore
e allora mi riaccendo ti sento immensa e pura e quindi son sicuro che può chiamarsi amore.
Per questo ti racchiudo a lungo nel calore, finché non sento ancora le grida di piacere
e tu mi avvolgi tutto, d’orgasmo traboccante, quello che non sa fingere, quello che sa godere.

 Adesso Lara apri quegli occhi emozionati, lo stimolo è finito, riduci un po’ l’anelito e la tua eccitazione
da subito sorridi e l’ansito si spegne, in te c’è sempre stata vivace istigazione.
Infine ce l’hai fatta, sei sempre la migliore, la Dea che porti dentro è troppo soverchiante
ti sei lasciata andare e l’estasi è nutrita, da quando sei appagata non sei più dominante.

                                                                                                            

 

morire un po’
 
Ti guardo e poi ti voglio,
ma solo per un po’.

 Ti tocco e poi ti strego,
ancora per un po’.

 Ti stimolo e ti sazio,
soltanto per un po’.

 Ti attraggo e poi ti appago,
di nuovo per un po’.

Ti amo e ti disprezzo,
più fiero per un po’.

Ti uccido e son felice,
è strano per un po’.

                            

 

IL ROSSO dell’amore
 
Per te fascino ed estasi, radiosità e splendore, per te sento l’incanto, per sempre sarai mia
passando tu mi sfiori, ti ammiro camminare
però sei già lontana, non lo potrò accettare.

 Sei sola e sfolgorante, ti muovi più veloce, mi guardi distaccata, ti seguo, ti raggiungo
ti affretti e poi mi sfuggi, ho il cuore già fremente
ne sento la passione, ti chiamo, sei sfuggente.

 Ti affianco e senza indugio ti tocco con affetto, sei bella e raffinata però mi vuoi sfidare
hai l’alito gradevole, sei troppo provocante
ma poi mi fai sentire noioso ed arrogante.

 Ti espongo citazioni, però tu le trascuri e inoltre mi schernisci e per di più mi scacci
di certo mi desideri o forse vuoi giocare
attendere non posso, qualcosa dovrò fare.

Per questo mostro subito il mio lato migliore, invece tu sei gelida, scompare l’armonia
poi la tua mano bianca sottile ed insolente
scendendo sul mio viso colpisce prepotente.

Divento molto triste, distrutto dal tormento, ti guardo dal profondo e un poco ti capisco
per quella tua irruenza non provo alcun bruciore
colpisci i sentimenti, mi avvolgi nel dolore.

Il tuo collo è più bianco, le mie mani son forti, amarmi tu dovrai per quel che sono e agisco
se stringo ti rilassi e in questo c’è calore
perché l’intesa vera è melodia nel cuore.

Mi guardi e non mi vedi, sei strana e così bella, ma forse solamente perché t’intrigo forte
proteggo il mio segreto e certe suggestioni
perché io sono il genio di impulsi ed emozioni.

Sei candida e innocente, sapevo che mi amavi, dovevi solo osare ed ora siamo complici
il mio fuoco possiede e ti voglio viziare
lo sento che già fremi e ti dovrò saziare.

Allora stringo forte e subito azzittisci, per me tu esali ancora un ultimo respiro
ma questo non mi basta, ho un impeto sincero
l’ardore che ti mostro è autentico ed è vero.

 Poi subito io provo intenso lo splendore, di questa nostra storia così innocente e pura
sul filo della lama che stringo con passione
mi doni timorosa la pura devozione.

 I traboccanti seni ostentano orgogliosi, il liquido che sgorga vischioso ed abbondante
si schiude la corolla sbocciando in un bel fiore
la tinta la conosco, è il rosso dell’amore.

                                                         

 

A vój scrìvar ad Ziria nénca me
in lingua
 
L’è pròpi bëla la tëra d'la Rumâgna,
parchè us bév bén e bén us mâgna.
E pù a voi dì c'à só sicur, c'l’à pis a tót,
aj zùvan aj vèc, aj bël e aj brót

 A’n só un pueta ma un ignurént,
ma a scrivarò cun tót i sentimént.
A m’ arcörd: la pgnìda e mêr e nénca e fiôm,
a m’ arcörd: l'ombra, l'acua e pù e sabiôn.

 I ven da tót e mónd a v’dëla quà,
parchè i stà mej ad sicur, che in t’la su cà.
Quand la zénta parò, la’t stofa sôra ì cavèl,
parchè t’ant’ fé una cantêda e t’ bév qualcuël?

 E pù u j’è sémpar, chì tri o quatàr amig,
par stè in cumpagnìa zénza castig.
E tòcc, la pìda, i su caplét e nènca e squaquarôn,
l’è roba bôna! Mâgna
qualcuël, no fè e’ cuajôn.

 Sté dialèt, um pis da scrìvar e pù a j’ö da dì,
che um pìs ‘na masa stèl nènca a sintì.
Adës parò am so stràc e av dag in te salùt,
a vàg avdë s’am fáz un bël palùg.

                                               


Voglio scrivere di Cervia Anch’io
traduzione

E’ proprio bella la terra di Romagna,
perché si beve bene e ben si mangia.
E poi voglio dire che sono sicuro che piace a tutti,
ai giovani ai vecchi, ai belli e ai brutti.

 Non sono un poeta ma un ignorante,
ma scriverò con tutti i sentimenti.
Mi ricordo la pineta il mare ed anche il fiume,
mi ricordo l’ombra, l’acqua e poi la sabbia.

 Vengono da tutto il mondo a vederla qua,
perché stanno meglio di sicuro, che nel loro paese.
Quando la gente però, ti stanca sopra ai capelli,
perché non fai una cantata e bevi qualcosa.

 E poi ci sono sempre, quei tre o quattro amici,
per stare in compagnia senza castighi.
Il pinzimonio la piada i suoi cappelletti ed anche lo squaquerone,
è roba buona! Mangia qualcosa, non fare il coglione.

 Questo dialetto mi piace da scrivere e poi devo dire,
che mi piace molto starlo anche a sentire.
Adesso però mi sono stancato e vi saluto,
vado a vedere se mi faccio un bel riposino.